Il vino Assyrtiko di Santorini

 

Sono trascorsi ben 6.500 anni da quando la Grecia ha cominciato a produrre vino e, si può dire, lo fa in un modo unico ed eccezionale.

La produzione di vini greca non è mai stata molto elevata a causa anche della sua storia turbolenta. Per molti anni è prevalsa la produzione del vino addizionato di resina noto con il nome di Retsina, che ha riscontrato a livello planetario un enorme successo. Intorno agli anni ‘80 la modernizzazione del modo di fare vino s’è via via affermata e iniziano ad essere generati vino di alta qualità.

Se diamo uno sguardo alla splendida isola di Santorini, non possiamo non nominare l’Assyrtiko, il vitigno autoctono, impiantato successivamente nella Grecia continentale, soprattutto in Macedonia e nel Peloponneso. Il terreno di origine vulcanica di Santorini dona alle coltivazioni di uva, e di conseguenza nel vino.

È uno dei vitigni più vitali dell’area mediterranea. Tra le sue particolarità c’è una forte resistenza all’aridità, alla peronospora (il fungo della vite), alle muffe ed al botrytis (un altro fungo). Nei vigneti di Santorini lo troviamo nella forma originaria con radici proprie, senza dover ricorrere a portainnesti, in quanto non è mai stato attaccato dal fastidioso insetto filossera.

È un’uva a bacca bianca e conserva una forte acidità, anche quando la raccolta avviene nella piena maturazione. La vendemmia è prevista solitamente durante il mese d’agosto.

Alla bocca il sapore è corposo e fresco, per via dell’acidità, con un retrogusto di aromi leggeri agli agrumi, come il limone, e frutta (mela verde, ananas). Ci sono note di miele e d’incenso. La persistenza è lunga.
E’ una varietà che si ossida facilmente e per questo necessita di una vinificazione attenta; in particolari condizioni sopporta anche invecchiamenti più lunghi.

I vini che derivano dall’Assyrtiko, nell’isola di Santorini, presentano un terroir molto caratteristico; al contrario, nel resto della Grecia, la varietà mantiene la parte aromatica, ma perde di corposità.

L’Assyrtiko, per tutte queste caratteristiche e peculiarità, è considerato da molti esperti come il vitigno greco per eccellenza, nonché il più prestigioso. Super resistente ai batteri, ai funghi e alle muffe, sembra essere sensibile solo al vento del mar Egeo, il tremendo Meltemi. È a causa delle sue folate improvvise se i vigneti si trovano rasoterra, quasi interrati e intrecciati tra loro: è questo l’unico modo che hanno per difendersi.

I suoi vini, oltre ad un’acidità importante, presentano anche un’intensa mineralità e un finale lungo. Le dimensioni degli acini sono medio-medio grandi e hanno una consistenza morbida; la buccia è di colore verde, più raramente dorata. Il vino è di un colore giallo paglierino molto chiaro, fino ad essere quasi trasparente. Possono essere ricavati sia vini bianchi secchi che dolci.

Accompagna perfettamente tanto le preparazioni a base di pesce, che primi piatti a base di pasta e risotti saporiti e le carni dal gusto pieno. Insomma, i piatti della cucina mediterranea si sposano perfettamente con il suo sapore acido e allo stesso tempo fruttato. Va servito ad una temperatura di 11 gradi.

Santorini è la sua terra natale e il luogo in cui si adatta meglio, ma viene coltivato anche in altre isole (in particolare quella di Paros eNaxos); nel Peloponneso; nella Grecia Centrale, Calcidica e Macedonia.

Ma che sapore ha questo vino così particolare?

Come ci insegnano i sommelier per prima cosa quando si stappa una nuova bottiglia di vino bisogna guardare il colore e sentire il suo odore. Quando stappate una bottiglia di Assyrtiko di Santorini vi accorgerete che ha delle tonalità solari grazie al suo colore radioso tendente al giallo dorato, successivamente annusandolo sentirete note di pera, albicocca, agrumi e mela verde, ha l’intensità delle distese di grano arse dal sole cocente, della frutta appassita al sole. L’odore di ginestra rimanda mentalmente al giallo del colore. Gustando il vino sentirete che in bocca è corposo e fresco, per via dell’acidità, con aromi leggeri di agrumi come il limone e frutta come mela verde e ananas.

L’acidità dell’Assyrtiko di Santorini esprime una freschezza non comparabile ad altre vini, è insieme acidula, salata e grassa, prima prevale un sapore acidulo, poi pian piano che lo si gusta si inizia a sentire il sapido del suo minerale marino e infine allieverà le papille gustative recuperando una grassezza tattile come d’un frutto frullato e addolcito con miele; quello che vi resterà in bocca sarà una sensazione di grande piacere.

Sia le bottiglie più giovani sia quelle invecchiate riflettono il territorio vulcanico e unico di Santorini, che conferisce al vino una sorta di pedigree di fama internazionale.

Concludiamo con un abbinamento che può sembrare inverosimile…pare infatti che l’Assyrtiko si sposi perfettamente con la pasta cacio e pepe, tipica della tradizione romana. È d’obbligo comprare una bottiglia (anche due, se avete ospiti) a Santorini e gustarsela nella propria casa, davanti ad un piatto di spaghetti cacio e pepe.