In Grecia i giorni che vanno dalla Vigilia di Natale all’Epifania vengono chiamati “Dodecaimero”, dal greco antico “12 giorni”. Durante questo periodo ogni villaggio della Grecia festeggia l’anno nuovo e il Natale secondo le usanze storiche più affascinanti della cultura ellenica. In questo articolo scopriremo tre credenze popolari davvero originali diffuse sul territorio greco.

 

 

3. I diavoletti Kalikanzari

 

Durante il Dodecaimero i Kalikanzi, ossia i diavoletti, diventano i sovrani della notte e girano per le campagne sbirciando la vita familiare dei greci. Invidiosi della felicità che vedono attraverso le finestre delle case, i kalikanzari iniziano a giocare brutti scherzi, infettando gli alimenti delle cucine e distribuendo insetti nei vestiti.

 

Nella zona di Cefalonia i kalikanzi vengono chiamati “paganà”: questa etimologia richiama probabilmente gli dei pagani, considerati crudeli dalla civiltà cristiana. Per tenere lontano i paganà gli abitanti di Cefalonia accendono il fuoco nei camini il giorno della Vigilia di Natale e non lo spengono fino all’Epifania. Con un pezzo di carbone i capi famiglia tracciano il segno della croce sulle porte e sulle finestre così che questi antipatici diavoletti non si avvicinino alla loro famiglia.

 

 2. La spartizione della Vassilopitta

 

La sera di Capodanno, dopo il tradizionale scambio dei doni, c’è il taglio della “vassilopitta” ovvero della torta di San Basilio. Si tratta di un ciambellone composto di latte, uova, burro e zucchero al cui interno, prima della cottura, è stata nascosta una moneta. Il capofamiglia taglia a fette con molta solennità la vassilopitta e distribuisce un pezzo di dolce a tutti i commensali. Naturalmente, chi avrà la fetta contenente la moneta sarà destinato ad un anno di fortuna.

La prima fetta è tradizionalmente riservata a Cristo, la seconda alla Madonna, la terza a San Basilio, la quarta alla casa. La quinta infine spetta al capofamiglia e da qui in avanti a tutti gli altri membri in ordine di età. Ad Atene l’usanza della spartizione della vassilopita è in vigore ancora oggi nonostante molte famiglie si rivolgano a delle pasticcerie specializzate per la preparazione del dolce.

 

3. Lo sposalizio del fuoco

 

Lo sposalizio del fuoco è una curiosa tradizione che ha luogo nei villaggi attorno ad Edessa, nella zona più settentrionale della Grecia. La Vigilia di Natale si prelevano due pezzi di legno da due piante, una dal nome femminile ed una dal nome maschile: è preferibile che entrambe le piante siano dotate di spine. Fatto ciò, le si fa bruciare insieme nel caminetto.

I seguaci di questa tradizione osservano attentamente il crepitio della fiamma, il fumo prodotto, e il modo che ha la legna di bruciare: in base a questi fattori sono in grado di determinare le condizioni e il tempo del raccolto per l’anno a venire. Inoltre questo rituale è anche d’aiuto per scacciare i kalikanzari maligni che infestano le campagne durante il Dodecaimero.