La Malvasia greca

 

La Malvasia greca è un vitigno che deve il suo nome alla città di Monemvassia o Monembasia, un insediamento urbano portuale collocato nell’antica isola di Candia, l’attuale Creta: l’etimologia deriva da moni envasis, ovvero l’unica strada che collegava Monemvasia con il Peloponneso.

Furono i Veneziani nel quattordicesimo secolo i primi a esportare la Malvasia greca per tutto il bacino del Mediterraneo e nell’entroterra europeo dove riscosse subito un grandissimo successo per il suo profumo dolce e aromatico soprattutto tra il 1500 e il 1700. A Venezia la Malvasia greca era così apprezzata da dare il nome a delle taverne, le “Malvase”, dove si vendeva esclusivamente il vino prodotto da questo vitigno.

Col tempo si affermò la consuetudine di chiamare Malvasia tutti i vini provenienti dalla Grecia che passavano per Venezia anche se erano prodotti in regioni diverse da quella originale con caratteristiche agronomiche molto diverse tra loro. Quando i turchi conquistarono Creta a metà del quattordicesimo secolo si paventò il rischio di vedere bloccato il fiorente commercio di esportazioni di malvasia greca per cui le autorità locali stabilirono di far convergere quasi completamente i traffici verso la Serenissima in modo di tutelare i prodotti durante gli spostamenti marittimi appoggiandosi alla valorosa flotta veneziana.

Oggi la Malvasia greca è meno diffusa di quanto si possa pensare, si trova infatti solo nelle Cicladi, in particolare Paros e Syros, dove dà vini secchi e dolci, con accenti aromatici, fruttati e floreali.
Col passare degli anni alla tecnica tradizionale di appassimento delle uve venne aggiunta quella della cottura dei mosti, e infine la malvasia finì per essere utilizzata in abbinamento ad altri uvaggi per arricchire i vini da tavola del caratteristico profumo di aromi.

La Malvasia greca è un tipo di vitigno che unisce in sè un’abbondante diversità di uve anche diverse tra loro ed è per questa ragione che spesso si sente parlare di Malvasie al plurale, indicando con questo termine un’intera famiglia di vitigni. Ciò che li accomuna invece sono alcune proprietà organolettiche molto accentuate che rendono la Malvasia un vino facilmente riconoscibile anche ai non addetti ai lavori: è evidentemente percepibile un intenso aroma di muschio e il residuo zuccherino si attesta su valori abbastanza alti.

Questo vitigno può essere utilizzato sia per ricavare vini bianchi che rossi che rosati. Così solitamente si trovano grappoli a bacca bianca semi aromatici che producono o note delicate ed erbacee oppure bacche molto aromatiche che danno vini con aromi variegati e fruttati quasi equiparabili per intensità ad alcuni tipi di Moscato; ci sono anche bacche neutre che rilasciano molta freschezza. Al sapore prevalgono solitamente le morbidezze sulle durezze e la corposità risulta avvolgente e sciropposa; ad un analisi visiva ciò che normalmente salta all’occhio sono i riflessi brillanti e luminosi tendenti all’oro che, uniti alla dolcezza, al profumo e alla provenienza elladica di questo pregevolissimo vino, gli hanno conquistato il nome di “Nettare degli Dei” pour excellence.