L’incantevole Milos è un’isola persa nel blu profondo del mar Egeo. Abitata fin dalla preistoria, l’isola fu uno degli insediamenti più importanti tra quelli che videro svilupparsi la civiltà cicladica.

A partire dal II e III millennio d.C Milos subì l’influenza di Cretesi, Micenei e Dori, venne saccheggiata dagli Ateniesi durante la guerra del Peloponneso ed infine vide avvicendarsi sulle sue rive dominatori romani, bizantini, pirati, veneziani e turchi. Una caratteristica d’indubbia attrattiva di Milos è la sua conformazione geologica: essendo un’isola vulcanica presenta un complesso conglomerato di formazioni rocciose tra le quali si possono trovare miniere di ossidiana, benotnite, perlite, gesso, quarzo microcristallino e zolfo, tutti prodotti del sottosuolo che rappresentarono per diverse centinaia di anni una ricchezza d’inestimabile valore che concesse all’isola di godere sempre di una certa agiatezza economica.

Dal punto di vista turistico basta dare una prima occhiata alla baia di Milos arrivando col traghetto per comprendere la bellezza naturale che queste formazioni geologiche regalano: il porto di Adhàmas stesso fu costruito su un’insenatura naturale vulcanica di straordinaria bellezza, fondato dai profughi cretesi in fuga dopo il fallimento della rivoluzione del 1841. Lungo tutto il litorale dell’isola è possibile ammirare emozionanti formazioni rocciose che fungono da sfondo alle 74 spiagge dell’isola. Per chi fosse interessato al tema, il Museo minerario di Milos espone diverse mappe geologiche che illustrano la conformazione dell’isola.

Il fulcro abitativo dell’incantevole Milos è costituito da un piccolo agglomerato di villaggi abbarbicati su un dirupo a circa 4km dal porto: Plaka è il più grande di questi centri abitati, ospita il museo archeologico e quello delle tradizioni popolari; un altro suggestivo borghetto è quello di Trypitì dal quale parte la passeggiata per visitare le antiche catacombe cristiane e le rovine dell’antica Melos che ospitano un anfiteatro romano; una visita particolare merita Klima, un caratteristico villaggio di pescatori dove pittoresche rimesse per le barche sono costruite a livello della strada, proprio sotto le abitazioni dei marinai.

Nella zona sud di Milos è possibile visitare Zefyria, capoluogo medievale, dal quale si raggiunge Paleohori, la spiaggia più bella dell’isola: partendo da qui e attraversando un passaggio sotterraneo, si arriva a una caletta circondata da rocce dai colori straordinari dove è possibile fare il bagno anche d’inverno grazie al riscaldamento naturale causato degli sbuffi di vapore vulcanico.

La zona settentrionale è molto affascinante soprattutto dal punto di vista geologico, tuttavia i venti che spirano per gran parte dell’anno la rendono disabitata e non particolarmente attraente per i turisti: gli abitanti dell’isola al contrario vi si recano spesso, un pò per isolarsi dalla confusione estiva, un pò per i piccoli tesori che questa zona di Milos nasconde come l’ampia grotta marina abitata da uccelli a ovest di Papafranga e i resti d’insediamenti neolitici vicino a Fyakopì.

Al contrario della zona nord dell’isola, l’area di Pollonia è una delle mete preferite dai turisti appassionati di surf o anche solo da coloro che vi passano per imbarcarsi sul traghetto per Kimolos.
Milos è senza dubbio un’isola che fa innamorare. Come non immaginare un giovane Alessandro di Antiochia che un giorno, ispirato dalla calma serenità delle spiagge, dal rosso struggente dei tramonti e dalla stupefacente bellezza delle rocce, decida di sedersi sulla cima di un dirupo e, guardando sognante il mare, piano piano, inizi a scolpire con delicatezza e amore la Venere di Milo.